Storia del sale e curiosità

storia-e-curiositaI vari tipi di sale da cucina
Si fa presto a dire sale!
Lo chiamano semplicemente sale, ignorando che ce ne sono di più tipi e con diverse caratteristiche.
Di fatto si tratta di cloruro di sodio, ovvero la combinazione di cloro e sodio in un composto cristallino, e proviene da rocce e minerali che si sono disciolti in acqua e si sono poi sedimentati.
Per questo motivo viene estratto tramite l’antico processo di evaporazione delle saline, secondo il quale l’acqua marina viene raccolta in vasche e, evaporando, lascia sul fondo la salamoia, che poi viene purificata.
In Italia le maggiori saline sono a Trapani, Margherita di Savoia, Cagliari e Cervia. Ma, dove i mari si sono ritirati, hanno lasciato dei depositi di sale anche sottoterra. Anzi, di salgemma, che viene estratto da vere e proprie miniere e dà il nome anche a una città come Salisburgo, che significa appunto “città del sale”.
Noi tendenzialmente usiamo il sale marino, quello da cucina. Semmai scegliamo quello iodato, cui è stato aggiunto dello iodio ed è ideale per chi soffre di tiroide.

Il sale dall’antichità…
Tra sfortuna e salario
Nell’antichità era noto come l’”oro bianco”, un elemento vitale, prezioso tanto quanto l’acqua: questo era il sale.
Legato alla proprietà di conservazione, di purificazione e di guarigione, il sale ha avuto un ruolo fondamentale nella storia dell’uomo, sin dalla notte dei tempi.
Nell’antico Egitto era appannaggio esclusivo dei Faraoni, mentre per i legionari romani costituiva il “salario”, che dal sale prende il nome.
Le sue proprietà erano legate anche all’alchimia, alla medicina e addirittura alla sfera sacra, tant’è vero che la parola alite, che in geologia identifica il sale cristallino puro, in celtico significa “vibrazione luminosa”.
Unico mezzo, insieme alla neve, di conservazione dei cibi, il sale era ritenuto così prezioso che, ancora oggi, nella superstizione, rovesciarlo porta sfortuna.Tant’è vero che nell’Ultima Cena di Leonardo Da Vinci sul tavolo c’è una saliera rovesciata, simbolo inequivocabile della sciagura imminente.

Sale marino o sale minerale? La differenza tra “sale” e “salgemma”
Tutti noi parliamo di sale, ma solo pochi di noi sanno davvero la differenza che c’è tra il sale ricavato dall’acqua del mare ed il sale minerale, ricavato dalle miniere di sale, proprio come molti altri materiali preziosi. L’attività di estrazione del sale dall’acqua di mare per evaporazione risale al Neolitico. Il sistema è semplice e inizia quando l’acqua di mare salata è condotta da una rete di canali e acquedotti ad una “salina”. Il salgemma proviene invece da un’attività estrattiva effettuata in due modi diversi nelle miniere di sale sparse in tutta Europa: o il sale viene estratto dai giacimenti come qualsiasi altro minerale o viene pompata dell’acqua all’interno dei depositi e, dall’acqua salata così ricavata, viene estratto il sale per evaporazione!

I campi di applicazione del sale
Sale quanto basta… ovunque
Cosa c’è di meglio per dare sapore alla vita di un po’ di… sale. Non sempre ce ne rendiamo conto, ma il sale è ovunque. Nei cibi, certo, ma anche nelle piastrelle del bagno, nella giacca di pelle preferita, in quella medicina, guarda te, dolcissima, e pure nel detersivo e nell’anello di fidanzamento dell’amica.
Altro che sale da cucina. Il fedele ingrediente di tutti i nostri pasti ha più impieghi di quanti ne possiamo immaginare.
E allora vediamo un po’ i possibili utilizzi del sale.
Partiamo da lui: il sale da cucina. Utilizzato per dare sapidità ai piatti e, sin dall’antichità, per conservare i cibi, il sale è protagonista indiscusso dell’alimentazione. Del resto, il suo utilizzo è fondamentale nella produzione di salumi, prosciutti, insaccati vari, formaggi e altri alimenti, dove dà addirittura il nome alla salatura (o salagione). Ovvero quel processo che ha il compito di favorire i microrganismi che provocano la stagionatura e bloccare, secondo le proprietà di conservazione del sale, quelli “cattivi”.
Ma quanto sale c’è fuori dalle nostre tavole? Tanto! Ce n’è nell’industria tessile, che lo usa per fissare il colore e nella concia delle pelli; ce n’è nei diserbanti e nei depuratori delle piscine e dell’acqua; è bene che ce ne sia, in inverno, sulle strade ghiacciate o innevate per favorire il disgelo.
L’industria edile lo usa nella produzione di piastrelle, quella farmaceutica per produrre medicinali, quella chimica mette sale in resine, detersivi e collanti e quella cartiera nell‘impasto di fibre vegetali per sbiancarlo. E ancora: nel vetro c’è sale, ce n’è per regolare il processo di fusione, come avviene anche in quella dell’alluminio e nei metalli preziosi.
E soprattutto… nel nostro corpo c’è tanto sale da riempire 3-4 saliere, fondamentale per trasportare sostanze nutritive.